1 maggio 2025 giovedì San Giuseppe lavoratore
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 13, 54-58)
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore.
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Gesù torna tra le persone che lo hanno visto crescere e come benvenuto riceve critiche e rifiuto da parte di chi si scandalizza di fronte alla libertà e l’autorevolezza, con cui insegna nella sinagoga. Tirano fuori lo “stato famiglia” a supporto dei loro pensieri omologati; i loro cuori non sono pieni di stupore e gratitudine ma di argomenti che vanno solo a “rafforzare” i loro pregiudizi. Per loro è inconcepibile che il figlio del falegname possa spiegare le scritture. E Gesù, turbato per tanta durezza di cuore e rigidità mentale, da loro “non fece molti miracoli”!
Non che oggi sia diverso, da miopi “benpensanti”, mossi più dall’invidia che dall’amore a Dio e alla Chiesa, appiccichiamo addosso a persone “scomode” etichette ben confezionate che producono condizionamenti e tanta sofferenza. E’ veramente difficile sconfiggere e convivere coi pregiudizi!
A tal proposito Albert Einstein ebbe a dire: “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.”
