5 giugno 205 giovedì VII settimana di Pasqua
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 17, 20-26)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Parola del Signore.
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Gesù ci ha aperto gli occhi: ci ha fatto capire che noi uomini siamo una cosa sola. Come la natura divina emerge in tre Persone distinte pur rimanendo unica, così l’umanità emerge in tante persone distinte rimanendo però unica. Gesù Cristo ha unito a sé quest’umanità, l’ha rinnovata redimendola dal peccato e dall’errore, ed egli rimane nell’umanità e l’umanità in lui, per cui ogni uomo è già in Cristo, è una sola cosa con lui e con gli altri.
Noi uomini viviamo per prendere e non per dare; cioè ci muoviamo costantemente verso tutta la realtà (cose, persone) per prendere la nostra soddisfazione; Dio invece ci ha creati come una cosa sola perché vivessimo come tali.
Gesù ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto ritrovare noi stessi: ci ha gridato con la vita e con le parole che noi siamo fatti per dare e non per prendere. Se uno vive per dare risolve tutto: l’io e il tu non sono più in contrapposizione, ma si superano nel noi comunitario.
Gesù ci ha introdotti in un modo di vivere rivoluzionario, più bello, più utile: ci ha fatto capire che se uno vive per dare, le azioni sono dei mezzi attraverso i quali si esprime la gioia di essere una sola cosa con gli altri. Vivendo come una cosa sola noi manifestiamo la Chiesa, l’essere degli uomini in Cristo.
