10 Novembre 2025- Lunedì XXXII settimana del Tempo Ordinario
Vangelo del giorno: Lc 17,1-6
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».
Parola del Signore
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La fede non si misura in grandezza, ma in profondità di radice. Un granello è piccolo, ma vive nel nascosto e spinge verso la luce senza rumore. A volte chiediamo segni, certezze, prove, ma la fede comincia dove smettiamo di calcolare.
È fidarsi di una promessa che non si tocca, è dire “sì” anche quando nulla si muove. Quel granello che è in noi, seminato dal tempo, attende solo un gesto di fiducia per germogliare e lui morire facendo spazio a una nuova vita.
Lo nutre ogni perdono, ogni ricominciare che sono morte al vecchio e apertura al futuro. La fede non sposta i monti per stupire, ma per liberare il cuore dal peso del dubbio e dell’incertezza. È piccola, ma quando cresce, diventa casa che molti possono abitare.
