“… nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.”

30 novembre 2015 I Domenica di Avvento
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 24, 37-44)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore.
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Leggi e rimani a pensare… L’essere sorpresi fa intimorire… Silenzio… silenzio… silenzio… “Il Signore c’è sempre” ripete una voce sopraggiunta rassicurante chissà come. Vegliare, dunque, è restare in colloquio con Lui, il Figlio dell’uomo: chiedere senza sosta, la risposta non manca, mente e cuore sono capaci di riconoscerla, di non lasciarsi frastornare dalle interferenze. Vegliare è camminare con la luce della sua ispirazione, vegliare è aver fiducia nella sua provvida compagnia. Vegliare è disporsi in sintonia con la sua storia che incarna l’umano e il divino.