1 dicembre 2026 Lunedì I settimana di Avvento
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 8, 5-11)
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».
Parola del Signore.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^
“Verrò e lo guarirò.” Non importa da chi venga la preghiera, se è sorretta da fede e umiltà. La nostra indegnità è riscattata dalla misericordia del Signore.
È Lui la guarigione delle nostre paralisi interiori, che tu sia “centurione” romano o figlio “di Israele” .È Lui la fonte e la sostanza della giustizia, in Lui infermità e malattie si disperdono dal cuore dell’uomo.
È Lui il redentore della storia, che “i figli del regno” tardano a riconoscere ottenebrati da calcoli mentali di supremazia. Coloro che da oriente e occidente, oggi più che mai, in Lui si riconosceranno operatori di giustizia e di pace, saranno compagni di mensa nel banchetto celeste di luce e di grazia.
