“Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, …”

3 Gennaio 2026 sabato prima dell’Epifania
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 1, 29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore.
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«Io non lo conoscevo»: solo quando Gesù ha voluto essere battezzato, Giovanni ha riconosciuto Gesù come Messia. Il riconoscimento di Gesù come Figlio di Dio avviene sotto l’azione dello Spirito Santo. È lo Spirito Santo, Spirito dell’amore, che riversa l’amore di Dio nei nostri cuori, come dice San Paolo nella lettera ai Romani (5,5). È questo Spirito Santo che ci fa conoscere Gesù. E la conoscenza non è prima di tutto e anzitutto una conoscenza intellettuale, ma è una conoscenza di relazione: frequentandosi ci si conosce, conoscendosi ci si frequenta, cioè è un rapporto, una relazione vitale con lui che si fa conoscere da noi. Allora viene una domanda: «Signore, a che punto è la mia relazione vitale con te?», poi ancor più cruciale la domanda: «Signore, tu sei al centro del mio cuore, sì o no?».