Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce.

18 luglio 2026 sabato XV settimana del tempo ordinario
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 12, 14-21)
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
Parola del Signore.
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Gesù si è fatto servo, cioè si è messo fuori da ogni categoria. Perché ha scelto di farsi servo? Perché i fuori casta, oppressi dagli uomini, sono paradossalmente privilegiati sotto due aspetti: da una parte sono liberi dall’essere in una categoria e nel medesimo tempo proprio in loro si manifesta il peccato degli altri. Gesù, che è venuto per togliere il peccato, non poteva non unirsi al servo e allo schiavo.
Se anche voi entrerete sempre più in questa forma di servo, cioè di colui che non ha nessun diritto ed è fuori casta, sentirete adagio adagio una misericordia infinita, cioè non vi distaccherete più dal fratello che è nel peccato. Cambia tutto! Allora non abbiamo più nessun nemico e nessuno da combattere, ma abbiamo solo da condividere a partire dall’ultimo, perché condividiamo la sorte dell’uomo nel suo modo di essere ultimo ed una misericordia immensa ti prende e ti muove verso tutti i fratelli!