Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali

25 Settembre XXVI Settimana del Tempo Ordinario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-319
In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
Parola del Signore.
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Parole dure quelle che escono dalla bocca di Abramo, che non può fare diversamente, visto che il ricco, che ora si rivolge a lui con tutta umiltà chiedendo di mandargli Lazzaro con una goccia d’acqua, per tutta la sua vita lo ha avuto davanti alla sua porta e lui neppure se ne è accorto.
E’ tardi per poter cambiar le cose, soprattutto dopo che ha avuto mille e più occasioni per dare a Lazzaro qualche briciola di cibo e lui lo ha ignorato pensando solo a sé.
Ora – Abramo è molto chiaro – se anche lo volesse Lazzaro non può attraversare l’abisso che lui ha scavato per tutta la sua vita.