«Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza»

19 Ottobre 2023 Giovedì XXVIII Settimana del Tempo Ordinario
DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 11, 47-54)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Parola del Signore.
^^^^^^^^^^^^^^^^
“A quelli che volevano entrare l’avete impedito”. Continua con durezza la requisitoria di Gesù. Implacabile, come solo l’amore per il popolo riesce a giustificare. Tagliente e vera, come solo la Parola di Dio riesce a dire.
Ha ragione: a volte alcuni pensano di essere degli specialisti del sacro, degli esperti di vita interiore, anche fra noi cattolici, e passano il tempo a giudicare gli altri con sprezzo, altezzosamente.
Sono gli stessi che non toccano il peso nemmeno con un dito e che, pure, sono molto abili nel rimarcare se gli altri se lo caricano sulle spalle. Come ci ha richiamato con forza papa Francesco, le nostre parrocchie a volte rischiano di diventare delle dogane, invece che delle porte che immettono nella vita divina.
Il clima contro Gesù, ovviamente, è diventato pesante: proprio coloro che erano ammirati dal popolo per la loro coerenza, vengono colti in fallo. Attenti a noi stessi, amici, proprio noi che abbiamo avuto l’immensa grazia di conoscere più da vicino la grazia del Signore, corriamo gli stessi identici rischi, anche se con buone intenzioni, di cadere negli stessi errori commessi dai farisei.