26 Novembre 2025 Mercoledì XXXIV settimana del Tempo Ordinario
DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 21, 12-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Parola del Signore.
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Le guerre in sé e per sé non finiscono mai, perché la natura della guerra sta nel fatto che l’altro non viene più considerato nella sua dignità di persona. In questo spaventoso quadro emergono i martiri, coloro cioè che non si adattano alle guerre, non si rassegnano a difendersi, ma si espongono, cioè portano avanti un altro procedimento storico proprio mentre avviene la guerra. In mezzo a questa situazione orrida e spaventosa tanti spendono la loro vita, muoiono, vengono anche uccisi, ma chi si ferma alla loro uccisione sbaglia. In realtà mentre muoiono non fanno altro che potenziare un altro Regno, nascosto e non sempre visibile, che non si limita soltanto all’attività caritativa, ma prima di tutto alla testimonianza, resa concreta con la misericordia.
Il culmine del riappropriarsi da parte di Dio di tutta l’umanità lo si ha nel sacrificio eucaristico di Gesù sulla croce, ma tutta la sua vita è stata sacrificio gradito a Dio e martirio, cioè manifestazione e testimonianza di quell’amore nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.
Sei inserito in questo piano grandioso di liberazione, non tirarti indietro!
