15 dicembre lunedì III settimana di Avvento
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 21, 23-27)
In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Parola del Signore.
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I capi del tempio interrogano Gesù per sospetto, non per cercare la verità. Vogliono incasellarlo, capire da dove viene la sua autorità per poterla giudicare. Ma Gesù non entra nella loro trappola.
Con una sola domanda svela il cuore: se non hanno riconosciuto l’origine divina del battesimo di Giovanni, come potrebbero riconoscere la sua? “Anch’io vi farò una sola domanda.” È così che Gesù mi invita a non cercare titoli o spiegazioni, ma a guardare i frutti, la verità che Lui porta, il bene che nasce dal suo passare.
L’autorità di Gesù non si comprende con ragionamenti, ma con un cuore che ascolta. E nel suo silenzio finale scopro che solo chi si lascia illuminare può riconoscere l’origine della sua vita.
