“… non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, …”

20 marzo venerdì IV settimana di quaresima
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 7, 1-2.10.25-30)
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Parola del Signore.
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Il pregiudizio è il vero nemico della fede. Credere di conoscere già tutto di Gesù – la sua stirpe, la sua famiglia, la sua storia – impedisce di riconoscere il mistero della sua origine e missione divina.
La gente di Gerusalemme crede di sapere tutto su di Lui, ma in tal modo è cieca nei confronti della rivelazione di Dio che in Gesù opera e si manifesta.
Anche noi spesso tentiamo di incasellare Dio nei nostri piccoli schemi mentali per non lasciarci sorprendere dalla novità di cui è portatore.  Conosciamo davvero Cristo o possediamo solo informazioni su di Lui? La fede non è un pacchetto di nozioni, ma l’accoglienza di un mistero che ci supera, sfugge al nostro controllo e che ci salva proprio quando ammettiamo umilmente la nostra impotenza.