«Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?»

25 luglio 2026 sabato XVI settimana del tempo ordinario
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 20, 20-28)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
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Gesù dice: «Volete essere i primi? Bene, se volete essere i primi vuol dire che volete stare con me – mi avete detto che sono il Figlio di Dio – ma sapete dove mi potete trovare? Fra quelli che non contano niente!».
Cristo è nato, è vissuto ed è morto fuori dalle mura. Morivano fuori dalle mura i condannati a morte, cioè coloro che erano chiamati i maledetti, e gli avevano fatto credere che anche Dio li malediceva. E lui invece è venuto a dire che per Dio non c’è nessun maledetto, c’è solo gente da redimere, che deriva da re-emere, comprare di nuovo, riscattare, riprendere e portarla alla pienezza della vita. Il regno di Dio è un regno d’amore, di giustizia e di gioia, perché la gioia è gioia quando è di tutti.