28 novembre 2025 Venerdì XXXIV settimana del Tempo Ordinario
DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 21, 29-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai
l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Parola del Signore.
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Il tempo annulla tutte le cose, i grandi imperi, ma anche i nostri piccoli gesti, i potenti della terra, ma anche i nostri tanti errori.
La superbia, le liti, i titoli di cui ci gloriamo, il ricordo delle nostre azioni cadono tutti nell’ultimo soffio di vita, e in pochi anni non saremo più neanche un ricordo.
Di fronte al tempo siamo un pugno di sabbia portato via dal vento. Ti chiedo: “Cos’è, o Signore, l’uomo perché tu te ne curi?”
E la tua risposta sorprendente: “Le mie parole d’amore per te non passeranno, il tuo nome è scritto accanto al mio nell’eternità”.
