«Non preoccupatevi di come guidare: vi guido Io».
A cura di Tiziana Tommasino
Il Signore ci richiama ad un cammino autentico alla Sua sequela. Il messaggio centrale di Ezechiele 34 è la condanna dei leader, dei pastori e la promessa di Dio di farsi Egli stesso Pastore per curare, radunare e salvare il Suo popolo, annunciando la venuta del Messia.
La denuncia dei falsi pastori vv. 1-10. 1 La parola dell’Eterno mi fu rivolta in questi termini: 2“Figlio d’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele; profetizza, e di’ a quei pastori: Così parla il Signore, l’Eterno: ‘Guai ai pastori d’Israele, che non hanno fatto che pascere se stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori devono pascere? 3 Voi mangiate il latte, vi vestite della lana, ammazzate ciò che è ingrassato, ma non pascete il gregge. 4 Voi non avete fortificato le pecore deboli, non avete guarito la malata, non avete fasciato quella che era ferita, non avete ricondotto la smarrita, non avete cercato la perduta, ma avete dominato su di loro con violenza e con asprezza. 5 Esse, per
mancanza di pastore, si sono disperse, sono diventate pasto di tutte le bestie dei campi e si sono disperse. 6 Le mie pecore vanno errando per tutti i monti e per ogni alto colle; le mie pecore si disperdono su tutta la faccia del paese, e non c’è nessuno che se ne prenda cura, nessuno che le cerchi! 7 Perciò, o pastori, ascoltate la parola dell’Eterno! 8 Com’è vero che io vivo’, dice il Signore, l’Eterno, ‘poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore, essendo senza pastore, servono di pasto a tutte le bestie dei campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore; poiché i pastori pascolano sé stessi e non pascolano le mie pecore, 9 perciò, ascoltate, o pastori, la parola dell’Eterno! 10 Così parla il Signore, l’Eterno: Eccomi contro i pastori; io domanderò le mie pecore alle loro mani; li farò cessare dal pascere le pecore; i pastori non pasceranno più se stessi; io strapperò le mie pecore dalla loro bocca, ed esse non serviranno più loro di pasto’.
Dio rimprovera i capi d’Israele per aver pasciuto se stessi anziché il gregge, sfruttando la gente, ignorando i deboli e i malati e lasciando disperdere le pecore.
- 11-16-Dio prende l’iniziativa. Dichiara che si prenderà cura personalmente del Suo gregge. Cercherà le pecore smarrite, fascerà quelle ferite, curerà quelle malate e le condurrà in pascoli sicuri.
Il giudizio tra pecora e pecora (vv. 17-22): Oltre ai leader, Dio giudicherà anche l’ingiustizia tra i membri del popolo, in particolare chi opprime i più deboli e prevarica sugli altri.
La promessa di un unico Pastore e dell’Alleanza (vv. 23-31): 24Io, l’Eterno, sarò il loro Dio, e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro. Io, l’Eterno, ho parlato. 25Stabilirò con esse un patto di pace; farò sparire le bestie cattive dal paese e le mie pecore dimoreranno al sicuro nel deserto e dormiranno nelle foreste. 26 Farò in modo che esse e i luoghi attorno al mio colle saranno una benedizione; farò scendere la pioggia a suo tempo, e saranno piogge di benedizione. 27 L’albero dei campi darà il suo frutto e la terra darà i suoi prodotti. Esse staranno al sicuro sul loro suolo e conosceranno che io sono l’Eterno, quando spezzerò le sbarre del loro giogo e le libererò dalla mano di quelli che le tenevano schiave. 28 Non saranno più preda delle nazioni; le bestie dei campi non le divoreranno più, ma se ne staranno al sicuro, senza che nessuno più le spaventi. 29 Farò sorgere per loro una vegetazione rinomata; non saranno più consumate dalla fame nel paese e non porteranno più l’obbrobrio delle nazioni. 30 Conosceranno che io, l’Eterno, il loro Dio, sono con esse, e che esse, la casa d’Israele, sono il mio popolo, dice il Signore, l’Eterno. 31 ‘Voi, pecore mie, pecore del mio pascolo, siete uomini, e io sono il vostro Dio’, dice l’Eterno”.
Dio annuncia un futuro re dalla stirpe di Davide (nel Nuovo Testamento Gesù, il Buon Pastore) che guiderà il popolo in un’epoca di pace, sicurezza e benedizione.
- A conferma di questa promessa vi sono i capitoli 1 e 2 del libro di Isaia costituiscono un’introduzione generale all’intera opera profetica, alternando denuncia del peccato, invito al pentimento e promessa di una futura restaurazione messianica.
Isaia 1: Il processo contro Giuda e l’offerta di grazia
* La ribellione del popolo: Dio chiama i cieli e la terra a testimoniare contro Giuda. Il popolo si è allontanato dal Signore e vive nella corruzione, con i leader morali e politici segnati dall’ingiustizia.
La falsa religiosità: Il Signore rifiuta i sacrifici, le feste e le preghiere ipocrite: i riti religiosi esternati sono vuoti se non accompagnati da un cuore sincero e dalla giustizia sociale (difendere l’orfano e la vedova).
L’invito alla purificazione: Viene pronunciato il celebre invito alla conversione: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve” (Isaia 1:18). Dio offre perdono e guarigione a chi sceglie l’obbedienza, minacciando il giudizio su chi persiste nel male.
Isaia 2: Il regno futuro e la condanna dell’orgoglio
* La visione degli ultimi giorni: Profetizza la gloria futura di Gerusalemme e del monte del Tempio, verso cui affluiranno tutte le nazioni per imparare la via di Dio. Si preannuncia un’era di pace universale in cui le spade saranno trasformate in vomeri e non si imparerà più l’arte della guerra.
Il giudizio sull’idolatria e l’orgoglio: Il testo si sposta sulla realtà presente del popolo, immerso nell’idolatria, nella ricchezza materiale e nel confidare nelle forze umane piuttosto che in Dio.
Il “Giorno del Signore“: Descrive il giudizio imminente in cui l’alterigia e l’orgoglio dell’uomo saranno abbattuti, e solo il Signore sarà esaltato. Il capitolo si chiude con un forte avvertimento a non riporre fiducia nell’uomo, il cui respiro è solo nelle sue narici.
- Il messaggio centrale di Ezechiele 37,15-28 è la promessa divina di riunificazione, pace e rinascita spirituale per l’intero popolo d’Israele sotto un’unica guida messianica e un’alleanza eterna. 15 Mi fu rivolta questa parola del Signore: 16«Figlio dell’uomo, prendi un legno e scrivici sopra: Giuda e gli Israeliti uniti a lui, poi prendi un altro legno e scrivici sopra: Giuseppe, legno di Efraim e tutta la casa d’Israele unita a lui, 17e accostali l’uno all’altro in modo da fare un legno solo, che formano una cosa sola nella tua mano. 18Quando i figli del tuo popolo ti diranno: Ci vuoi spiegare che significa questo per te? 19tu dirai loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io prendo il legno di Giuseppe, che è in mano d’Efraim e le tribù d’Israele unite a lui, e lo metto sul legno di Giuda per farne un legno solo; diventeranno una cosa sola in mano mia.
Attraverso il segno dei due legni (uno per Giuda e uno per Giuseppe/Efraim) che diventano uno solo nella mano del profeta, il testo trasmette i seguenti punti chiave:
Unità del popolo: Fine della divisione storica tra il Regno del Nord (Israele/Efraim) e il Regno del Sud (Giuda). Dio riassembla la nazione divisa facendone un solo popolo su una sola terra.
Purificazione dal peccato: Dio promette di liberare il popolo dalle sue idolatrie e trasgressioni, trasformandolo in una comunità santa (“essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio”).
La figura del Pastore Messianico: Viene prefigurato un nuovo Re Davide (“il mio servo Davide sarà loro re”), simbolo di una guida giusta e unica che condurrà il popolo a camminare nei decreti divini.
Alleanza di pace eterna: Dio stabilisce con loro un patto d’alleanza indissolubile, garantendo stabilità, prosperità e la Sua presenza dimorante (“il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre”).
Riconoscimento universale: La restaurazione di Israele diventa una testimonianza pubblica per le altre nazioni, affinché tutti i popoli riconoscano che il Signore è colui che santifica Israele.
- Si può vedere qui un collegamento con il nostro passo di fondazione: Michea 2, 12-13

12 Certo ti radunerò tutto, o Giacobbe,
certo ti raccoglierò, resto di Israele.
Li metterò insieme come pecore in un sicuro recinto,
come una mandria in mezzo al pascolo,
dove muggisca lontano dagli uomini.
13 Chi ha aperto la breccia li precederà;
forzeranno e varcheranno la porta
e usciranno per essa;
marcerà il loro re innanzi a loro
e il Signore sarà alla loro testa».
Un’altra Parola donata è Geremia 24: La visione dei due canestri di fichi trasmette un messaggio di giudizio e di speranza sul futuro del popolo di Giuda dopo la prima deportazione a Babilonia.
Significato dei due canestri:
I fichi buoni (i deportati in esilio): Rappresentano gli esiliati già condotti a Babilonia con il re Ieconia. Anche se la deportazione sembrava una condanna, Dio rivela che l’esilio serviva a purificarli e a prepararli per un nuovo inizio. Dio promette di custodirli, farli ritornare nella loro terra e donare loro un «cuore per conoscerlo».
I fichi cattivi (chi è rimasto a Gerusalemme): Rappresentano il re Sedecia, i suoi principi e quanti rimasero in Giuda o fuggirono in Egitto. Credendosi al sicuro ed evitati dal castigo, dimostrarono invece ostinazione nel peccato. Su di loro si abbatteranno la spada, la carestia e la peste fino alla completa distruzione.
Il messaggio centrale
Apparenza ./.Volontà divina: Gli abitanti rimasti a Gerusalemme pensavano di essere i favoriti di Dio, mentre Dio considerava gli esiliati come il “resto” fedele da cui avrebbe fatto ripartire la storia di salvezza.
La conversione del cuore: La vera benedizione non dipende dalle circostanze esterne (rimanere in patria), ma dalla disponibilità a lasciarsi trasformare da Dio.
Il legame profondo tra questi passi profetici è il disegno divino di restaurazione integrale del popolo, che passa attraverso il giudizio dell’ipocrisia e dei cattivi leader per giungere a un rinnovamento interiore e all’unità sotto un unico Regno Messianico.
I temi chiave che intrecciano questi testi sono:
Fallimento umano e Giudizio Divino:
In Isaia 1-2 e Ezechiele 34, Dio denuncia e smaschera l’ipocrisia religiosa, la superbia e i “cattivi pastori” che hanno sfruttato e disperso il popolo anziché custodirlo.
In Geremia 24, questo giudizio trova applicazione pratica con la divisione tra i “fichi cattivi” (chi resta a Gerusalemme nell’ostinazione del peccato) e i “fichi buoni”, mostrando che Dio rifiuta la presunzione umana.
Purificazione attraverso la prova:
Il perdono offerto in Isaia 1 (“I peccati diventeranno bianchi come neve”) e la trasformazione del cuore promessa in Geremia 24 (“Darò loro un cuore per conoscermi”) mostrano che la sofferenza e l’esilio non servono a distruggere, ma a purificare il “resto” fedele.
Dio come Unico Vero Pastore e Guida Messianica:
Di fronte al fallimento delle guide umane, Dio si fa Pastore in prima persona (Ezechiele 34).
Questa cura divina si concretizza nella promessa di un nuovo Re della stirpe di Davide (Ezechiele 34 e 37), figura messianica che governerà con giustizia e porterà la vera pace.
Riunificazione e Rinascita Interiore:
La guarigione spirituale si riflette nel superamento delle storiche divisioni politiche e religiose: il segno dei due legni in Ezechiele 37 ricompone l’unità tra Giuda e Israele, formando un solo popolo sotto un solo re.
Pace Eterna e Testimonianza Universale:
Il punto d’arrivo di questa restaurazione è l’insediamento di un’Alleanza di Pace eterna e la dimora della presenza di Dio tra gli uomini (Ezechiele 37), richiamando la visione di Isaia 2 in cui il monte del Tempio diventa il punto di riferimento spirituale e morale per tutte le nazioni, inaugurando un’era di pace universale senza più guerre.
- Il Signore sta tornando a radunare il suo popolo
In preghiera per l’intenzione del cammino
Io vi porterò in una dimensione nuova. Avrò cura di voi, in ogni area che è rimasta nascosta. Sarete riscattati dal mio Amore e riconoscerete la Mia Maestà. Non andrete più in cerca di altri dèi, idoli vani.
Vi sto formando per la mia venuta. Io vi radunerò, sarò Io a radunarvi; non cesserete di lodare il mio nome, prima che io mi riveli. Uniti alle schiere degli angeli, combatterete la degna battaglia per la sconfitta del male già sconfitto per sempre. Io vi condurrò e sarete il mio popolo amato. Vi vaglierò, mi consacrerete le vostre vite! Sarete il mio popolo. Togliete da voi ogni asprezza. Vi segnerò ogni passo dietro a Me. Mi sosterrete nell’ ultima lotta; il male è rivoltato. Poi finirà! Le mie promesse sono eterne; sconfiggerete il male nell’ unità. È tempo di verità. Non preoccupatevi di come guidare, vi guido Io e nel Mio Nome vedrete prodigi! Saprete che sono Io e cadranno le maschere, falsi profeti e ogni iniquità perché il mio popolo mi ami nella verità e nella giustizia. Ogni certezza sarà spezzata. Non preoccupatevi, vi guido Io!
Dio Mette Ordine e Riconquista il Suo Popolo
Tutti i passi biblici raccontano una storia straordinaria: quando l’uomo sbaglia, Dio non si arrende, ma prende in mano la situazione per salvarci.
- Ezechiele 34 – Dio dice: «Ora ci penso Io!»
Il problema: I leader del popolo (i “cattivi pastori”) pensavano solo a se stessi, sfruttavano la gente e avevano abbandonato chi soffriva.
* La risposta di Dio: Dio si arrabbia con le guide false e dice: «Basta! D’ora in poi sarò Io il vostro Pastore!». Promette di cercare chi si è perso, di curare le ferite e di mandare un Pastore perfetto (Gesù, il Buon Pastore) per donare pace e protezione.
- Isaia 1 e 2 – Meno ipocrisia, più cuore
Il problema: La gente andava in chiesa, faceva preghiere e riti, ma poi nella vita quotidiana era egoista, superba e ingiusta con i più deboli.
La risposta di Dio: Dio rifiuta le preghiere finte e fa un invito bellissimo: «Venite, anche se i vostri peccati fossero rossi come il sangue, diventeranno bianchi come la neve» (Isaia 1:18). Isaia ci mostra poi un futuro meraviglioso: quando mettiamo Dio al centro, le guerre finiscono e gli strumenti di morte diventano strumenti di vita.
- Ezechiele 37 – Dio ci unisce e ci fa rinascere
Il problema: Il popolo era diviso in due regni spaccati, debole e smarrito.
La risposta di Dio: Attraverso il segno di due legni che diventano uno solo nelle mani del profeta, Dio promette di incollare ciò che si è rotto. Ci purifica dai nostri errori, rinnova la Sua alleanza di pace e promette che la Sua presenza abiterà per sempre in mezzo a noi.
- Geremia 24 – I due canestri di fichi: Dio guarda il cuore
La visione: Geremia vede due cesti di fichi.
I fichi buoni: Sono gli esiliati. Sembravano i perdenti, ma Dio li sta usando per purificarli e donare loro un «cuore nuovo» per conoscerlo davvero.
I fichi cattivi: Sono quelli rimasti a Gerusalemme che si credevano “a posto” e protetti, ma erano ostinati e superbi.
L’insegnamento: Dio non guarda dove sei o le apparenze, ma la tua disponibilità a farti cambiare il cuore.
Il Filo Conduttore: Cosa ci sta dicendo il Signore?
Dio sta smascherando le falsità, la religiosità di facciata e i leader egoisti. Non usa la prova o l’esilio per distruggerci, ma per staccarci dai finti idoli (soldi, orgoglio, controllo). Dio vuole donarci:
Un cuore nuovo e purificato.
L’unità vera tra di noi, superando le divisioni.
La certezza che è Gesù il vero Capo e Pastore che ci guida.
Spiegazione della Preghiera
Nella preghiera, con la Sua parola profetica, Dio ci parla (al Suo popolo) con autorità, amore e unzione carismatica. Cosa ci sta dicendo:
«Vi porterò in una dimensione nuova… Avrò cura di voi»
Cosa significa: Dio vuole farti fare un salto di qualità spirituale. Vuole guarire anche i traumi o le ferite che tieni nascoste nel cuore. Non devi più cercare aiuto in “falsi dèi” (ansia, controllo, approvazione degli altri), perché il Suo Amore ti basta.
«Vi sto formando per la Mia venuta… combatterete la degna battaglia»
Cosa significa: Il Signore ci sta allenando come un esercito spirituale. Non siamo soli: siamo uniti agli angeli. E la notizia fantastica è che combattiamo contro un male che Gesù ha già sconfitto sulla croce! La vittoria è già nostra, ma dobbiamo rimanere uniti e consacrati a Lui.
«Non preoccupatevi di come guidare, vi guido Io!»
Cosa significa: Togliti il peso di dover fare tutto da solo o di dover controllare le cose. Quando lasci le redini a Dio e cammini nel Suo Nome, succederanno miracoli e prodigi!
* «Cadranno le maschere… È tempo di verità»
Cosa significa: Dio sta facendo pulizia. Tutto ciò che è falso, ipocrita o ingiusto crollerà. Tutte le “certezze umane” sbagliate si spezzeranno perché Dio vuole che lo amiamo nella verità pura.
«Sconfiggerete il male nell’unità»
Cosa significa: Il nemico vince quando ci divide. La chiave della vittoria e della benedizione in questo tempo è stare uniti, amarci gli uni gli altri e lasciarci guidare unicamente da Gesù.
Preghiera per il cammino nella Sua Volontà
Signore Gesù,
noi veniamo davanti a Te così come siamo.
Tu sei il nostro unico Pastore.
Tu ci conosci, ci ami e sai dove siamo feriti,
dove ci siamo smarriti, dove abbiamo paura.
Signore, vieni a prenderci per mano.
Raccogli ciò che è disperso,
guarisci ciò che è ferito,
rialza chi è caduto
e riporta a Te chi si è allontanato.
Non vogliamo più cercare sicurezza negli idoli,
nel controllo, nell’orgoglio, nelle nostre capacità,
nel giudizio degli altri.
Vogliamo Te, Signore.
Solo Te.
Purifica il nostro cuore.
Togli da noi ogni asprezza, ogni divisione, ogni rivalità.
Togli tutto ciò che non viene da Te.
Donaci un cuore nuovo,
un cuore capace di ascoltare la Tua voce
e di riconoscere la Tua volontà.
Signore, radunaci!
Signore, uniscici!
Signore, guidaci Tu!
Come hai unito i due legni nella mano del profeta,
unisci anche noi.
Ricostruisci ciò che si è spezzato.
Guarisci le nostre divisioni.
Fa’ di noi un solo popolo,
un solo corpo, un solo cuore
intorno a Gesù, nostro Re e nostro Pastore.
Non vogliamo essere guidati dalla paura.
Non vogliamo essere guidati dall’ambizione.
Non vogliamo essere guidati dal bisogno di controllare tutto.
Vogliamo lasciarci guidare da Te.
Tu ci dici:
“Non preoccupatevi di come guidare: vi guido Io”.
E allora, Signore, ci fidiamo di Te.
Tu aprirai la strada.
Tu ci precederai.
Tu sarai davanti a noi.
Noi cammineremo dietro a Te.
Signore, porta alla luce ciò che è nascosto.
Fa’ cadere le maschere.
Liberaci da ogni falsità e da ogni ipocrisia.
Donaci la grazia di vivere nella verità.
Dove c’è orgoglio, dona umiltà.
Dove c’è paura, dona fede.
Dove c’è divisione, dona unità.
Dove c’è ferita, dona guarigione.
Dove c’è scoraggiamento, dona speranza.
Dove c’è confusione, dona la Tua luce.
Signore Gesù,
noi crediamo che il male è già stato sconfitto dalla Tua Croce.
Per questo non vogliamo vivere nella paura.
Vogliamo vivere nella fede,
nella lode e nella fiducia.
Rendici un popolo consacrato a Te.
Un popolo che Ti ama.
Un popolo che Ti ascolta.
Un popolo che cammina nella Tua volontà.
Radunaci, Signore!
Purificaci, Signore!
Guariscici, Signore!
Uniscici, Signore!
Guidaci, Signore!
Fa’ di noi strumenti della Tua pace.
Come dice il profeta Michea:
Tu ci raduni come pecore nel recinto,
e Tu, nostro Re, cammini davanti a noi.
Perciò non abbiamo paura.
Tu sei davanti a noi.
Tu sei in mezzo a noi.
Tu sei con noi.
Signore, preparaci alla Tua venuta.
Prepara il nostro cuore.
Prepara la nostra comunità.
Prepara il Tuo popolo.
Vogliamo essere trovati fedeli,
uniti, vigilanti e pieni di amore.
E quando non sappiamo cosa fare,
ripetiamo con fede:
Gesù, pensaci Tu!
Gesù, guidaci Tu!
Gesù, radunaci Tu!
Gesù, fai di noi il Tuo popolo!
Noi consegniamo a Te la nostra vita,
il nostro cammino, le nostre famiglie,
la nostra comunità
e tutto ciò che ancora non comprendiamo.
Sia fatta la Tua Volontà.
Non la nostra, Signore, ma la Tua.
Vieni, Spirito Santo!
Vieni e rinnova il Tuo popolo!
Vieni e fa’ nuove tutte le cose!
Gesù, Tu sei il nostro Pastore.
Noi siamo le Tue pecore.
E non ci mancherà nulla.
Amen.
